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Buon Anno Scolastico da FISM

Carissime famiglie, carissimo personale, gestori, amministratori e centri servizi delle nostre scuole dell’infanzia, anche quest’anno la campanella torna a suonare per accogliere i nostri bambini. È sempre un momento speciale: ricomincia un cammino fatto di incontri, scoperte, crescita e speranza. Viviamo in un tempo che Papa Leone XIV, nell’enciclica Magnifica Humanitas, definisce di grande trasformazione: il tempo dell’intelligenza artificiale e della rivoluzione digitale. Una stagione che interpella anche il mondo dell’educazione e ci invita a riflettere sul significato più autentico della scuola e della sua missione.

Come accade a ogni inizio d’anno, ci scambiamo l’augurio che questo nuovo percorso sia ricco di soddisfazioni. Lo facciamo con fiducia, pur sapendo che alcune difficoltà ci accompagnano ormai da tempo. La prima, di carattere generale, riguarda il continuo calo demografico. Nel 2025 in Italia sono nati appena 355 mila bambini, con una diminuzione del 3,9% rispetto all’anno precedente; negli anni Sessanta le nascite superavano il milione. Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, minimo storico che colloca l’Italia tra i Paesi europei con la fecondità più bassa. L’età media al parto sale inoltre a 32,7 anni. Secondo l’ISTAT, tra le principali cause vi sono l’incertezza economica e lavorativa che condiziona le scelte soprattutto delle giovani generazioni.
Altro dato negativo che ci riguarda da vicino, quello della carenza di insegnanti in possesso del titolo abilitante per la scuola dell’infanzia e, in diverse province italiane, anche di educatori. Da tempo la FISM richiama l’attenzione delle istituzioni su questa emergenza, chiedendo due provvedimenti: uno di brevissimo termine, l’altro più strutturale.
Nonostante queste sfide, noi dobbiamo guardare avanti. Anzi, dobbiamo guardare “prima i bambini”. E quest’anno ci facciamo aiutare dall’enciclica del Pontefice. Papa Leone XIV individua tre sfide che la scuola non può più rinviare.
La prima è sociopolitica: dove lo Stato non sostiene adeguatamente l’istruzione, l’accesso rischia di dipendere dalle possibilità economiche delle famiglie. Le nostre scuole paritarie, pur private, continuano a garantire un’accoglienza inclusiva e aperta a tutti i bambini. La seconda è pedagogica: non si tratta di rincorrere la tecnologia, ma di promuovere una crescita integrale della persona, ripensando spazi, metodologie e il ruolo stesso dell’educatore. La terza sfida è sapienziale: nell’epoca dell’accesso immediato alle informazioni, il rischio è che venga meno la ricerca, la riflessione, il discernimento, spegnendo nei più piccoli il desiderio di porre domande.
A queste sfide il Papa risponde con un’indicazione preziosa, che facciamo nostra come comunità educante FISM: costruire una rinnovata alleanza educativa tra famiglie, scuole e comunità, capace di
educare alla sobrietà, al senso del limite, alla libertà responsabile, al bene comune. Come scrive in un passaggio conclusivo: “La scuola non è chiamata a inseguire la velocità del mondo digitale, ma a
offrire ciò che il digitale da solo non può dare: tempo condiviso per apprendere e relazioni affidabili”. È questo lo spirito con cui apriamo l’anno scolastico-educativo 2026/27: tempo per giocare, ascoltare, stupirsi insieme. Tempo di relazioni vere, che nessun algoritmo potrà mai sostituire. A nome mio e dell’intera Presidenza nazionale della FISM, auguro buon lavoro e un buon anno scolastico e educativo.

Roma, 31 agosto 2026
Il Presidente nazionale
Dott. Luca Iemmi

Segreteria San GiuseppeBuon Anno Scolastico da FISM
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